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Message posted on : 21/09/2010
Author : don Luciano
Topic : Rispondo a Pietro

Dio era lì, a giocare con quei bambini, caro Pietro, e ha subìto con loro la loro morte, caro mio; una morte, per Lui, non fatta di un atto, come per quei bambini, e per tanti altri innocenti; la sua morte, quella di Dio, si ripete a raffica, a ripetizione, di continuo, si incarna e si immerge mel sangue fisico o morale delle ferite mortali di ogni nostra situazione. Eccolo, dov'è e cosa fa Dio in quel momento: ama e condividide con ogni situazione di morte, stando lì e morendo insieme quella morte, che per Lui comtinuerà amcora, in altre infinite situazioni che si ripetono nell'universo umano. Il potere umano arriva fino a far morire Dio nell'umanità; il potere che tu chiami "onnipresente" di Dio è proprio questo, invece: quello di condividere ogni situazione di morte fino in fondo. Solo Lui lo può fare, noi no. E lo fa per amore: ecco la sua potenza: quella dell'amore. Dio non può salvare proprio nessuno da fuori, se l'uomo non glielo permette; ma Lui può salvare da dentro, immergendosi in quelle morti e ridonando a esse il suo afflato di vita, quella che in gergo cattolico chiamiamo: resurrezione. Se gli assassini fisico/morali di oggi, nei quali forse anche noi siamo compresi come complici, si rendessero conto di questo!...Ma la nostra libertà può scalfire anche quella che noi diciamo essere la nostra "dignità", strascicandola a mostro piacere...e il risultato è quello che hai descritto e tutto il resto che va oltre.

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