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Message posted on : 31/10/2010
Author : (3)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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IL FUNZIONAMENTO DEL MECCANISMO AUTOMATICO.
PASSAGGI DISTINTI, PERCORSO SICURO, APPRODO GARANTITO, ACCOGLIENZA GENEROSA (o TOTALE).
TRE SCHIAVI AL COMANDO DI UNO SOLO.
IL CAMMINO DEI TOCCHI ESTERNI: DALLA PERIFERIA AL CENTRO DELLA PERSONA.

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Dio: è Lui all'inizio che mi ha confezionato.
Satana mi ha riconfezionato, sfruttando il mio battesimo Paterno e la mia cresima Pneumatica.
1. Spezza la comunione esistente, e ne ricava l'istinto al comando.
2. Impone all'amore Paterno e al suo Agente la forma propria dell'istinto.
3. Mi blocca in direzione mia l'amore Paterno: ed è la sua morte viva; e l'Agente lo sarà della morte dell'amore.
4. Il mio spirito è posto in schiavitù totale.

Le componenti del nuovo meccanismo si collocano così in quest'ordine (dall'alto verso il basso): l'istinto, lo spirito di amore del Padre, il suo Agente, il mio spirito.
Con una nuova comunione Satana le unisce in armonia perfetta, in modo che l'una muova l'altra, e così concordemente concorrono tutte e quattro a far compiere un cammino (di me ammalato) verso la morte dell'amore: dall'essere, al fare, al diventare.
Così l'amore Paterno va alla sua morte insieme alla persona che diventa.
Il meccanismo dispone di una energia umana: è l'istinto; e di una divina: è l'Agente della morte dell'amore.
Il meccanismo è predisposto in ogni sua parte, ed è pertanto pronto a funzionare.
Siamo alla accensione (avviamento) del meccanismo.
Ci pensano le cose e le persone che, ponendosi davanti a me, mi toccano continuamente.
1. I loro tocchi sono passaggi distinti.
Disponiamo di vari sensi: i più impegnati sono sicuramente la vista e l'udito; molto meno, invece, il tatto e il gusto, l'odorato.
Consideriamo sopratutto la vista e l'udito.
Le immagini vanno alla vista; le parole vanno all'udito.
I due sensi - vista e udito - hanno il compito di ricevere i tocchi, e poi di trasmetterli.
Nessun tocco si ferma in essi, ma con velocità somma vengono trasmessi al centro della persona.
2. il percorso è lineare: nessun tocco subisce ritardo o dispersione.
Con ordine perfetto viaggiano rispettando la precedenza nel tempo: uno non scarta l'altro, non uno supera l'altro, non uno spinge l'altro, non uno butta fuori pista l'altro.
Vanno tutti a formare un traffico intensissimo, ma mai caotico.
Occorre riconoscere che ai nostri giorni la sua intensità va crescendo in un modo esagerato.
E questa è una enorma differenza tra ieri e oggi.
Ieri, un traffico meno intenso, e con i tocchi che si svolgevano col ritmo delle cose naturali; oggi, un traffico dalla intensità esagerata, anche perchè i ritmi vengono accelerati da tutta una rete di mezzi di comunicazione sociale - i cosiddetti 'mass-media' - che non danno più riposo ai nostri sensi.
Essi sono infatti sotto uno stimolo incessante; e questo, si attua più che mai nelle nuove generazioni.
3. Poichè il percorso è sicuro, l'approdo è sempre garantito.
I tocchi dove approdano?
Tutti quanti raggiungono il centro della persona.
Non è il centro fisico: quello non c'entra.
Vanno tutti al centro pneumatico.
Gesù, nel Vangelo, lo chiama "il cuore dell'uomo", da cui esce tutto quanto il suo male - ed è vero.
Siccome il cuore della persona riceve tutti i tocchi, lo possiamo anche chiamare, a questo punto, "stazione vivente".
Centro, cuore, stazione: di che cosa sono fatti?
E' un centro pneumatico: è formato dallo spirito di amore del Padre con il suo Agente, ambedue dalla forma istintiva, ed entrambi egoisticizzati.
4. L'accoglienza dei tocchi è la garanzia dell'automatismo di quel centro pneumatico.
Esso infatti accoglie tutto, subito, sempre e bene ad ogni arrivo dei tocchi esterni.
Come noi, così anche Gesù; soltanto che Gesù li blocca al di fuori e li respinge; in noi, invece, hanno un percorso facilissimo.
Lo hanno sia i tocchi necessari: quelli legati al vivere e all'operare, ma ancor di più quelli non necessari, che hanno una potenza eccezionale.
Il compito del cristiano è di controllare i necessari, ed eliminare i voluttuosi.

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per info, scrivere a don Luciano
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