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Message posted on : 31/10/2010
Author : (5)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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L'AMORE DI ODIO.
IL SENTIRE DELL'AMORE E' PIACERE E DISPIACERE.
PIACERE: SE E' PER ME.
DISPIACERE: SE E' CONTRO DI ME.
E' IL PIACERE DELLA MORTE VIVA: L'AMORE DI ODIO.

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I tocchi esterni ordinatamente confluiscono tutti al centro della persona.
Questo centro si compone di amore del Padre, del suo Agente, ambedue istintivizzati ed egoisticizzati: informati dall'istinto e bloccati in direzione mia.
I tocchi si immergono nell'amore Paterno, e ognuno si carica di amore secondo la sua capacità.
Poi, in perfetta fusione con l'amore, emergono.
Emergendo, ogni tocco mi dà il suo sentire.
Mi fa chiaramente percepire se la cosa o la persona che mi ha toccato è per me o contro di me.
Se sento che è per me, il tocco di amore mi fa scorrere un piacere.
Se sento invece che è contro di me, il tocco di amore mi fa scorrere un dispiacere.
Il piacere è dall'amore per me; e il dispiacere, da dove viene?
Abbiamo bisogno di una sosta su queste due realtà che si fanno sempre presenti nel nostro sentire: sento che mi piace, e ne ho piacere; sento che non mi piace, e ne ho dispiacere.
Guardiamole separatamente, e poi mettiamole a confronto.

.1.
Quando sento che una cosa o una persona è per me, il tocco di amore mi fa scorrere un piacere immenso.
Questo piacere è il contenuto specifico dell'amore Paterno.
L'amore Paterno infatti è piacere vero, piacere grande, è piacere inesauribile, è un piacere insomma che sa di Paradiso.
Il Paradiso lo affermiamo e lo diciamo noi stessi, oggi più di ieri, perchè la corsa ai piaceri oggi è frenetica, e sembra proprio inarrestabile.
Andiamo pazzi per i piaceri della vita; per quelli che si attingono dal corpo, e per quelli che si attingono dallo spirito; ma alla base vi è un grande e inesauribile piacere: quello dell'amore per me.
Il Padre me lo lascia godere tutto, e non me lo nega mai.
Abbiamo la facile impressione che l'amarci sia vita, che sia vita crescente, che sia vita inebriante, e vita affascinante, e non saremmo mai disposti a rinunciarvi.
Forse però qui c'è un magico inganno.
E a scoprirlo ci aiuta proprio il dispiacere.

.2.
Quando una cosa o una persona sono contro di me, io lo sento subito e sempre.
E' allora che mi si fa l'odio.
L'odio è fatto solamente di morte, e non di morte morta, come può essere quella di un cadavere; ma di morte viva, la quale può fare azione, e l'azione che fa è di morte.
L'odio è dunque morte viva dell'amore, pronta a fare azione di morte su quello che non mi piace.
L'odio così fatto da dove viene?

.3.
Siamo al confronto tra amore per me e odio.
Se le cose si dispongono per me, allora scorrono nella linea dell'amore, e questo mi può dare tutto il piacere che il tocco può portare.
Ma quando le cose contrastano con la linea dell'amore per me, l'amore mi fa volgere contro: è una immersione totale che non mi dà più piacere, ma ansia, timore, paura; e scatena tutto l'amore per me contro il mio nemico.
Allora l'amore per me mi inganna fin quando le cose o le persone sono a mio favore, ma viene allo scoperto quando le cose o le persone sono contro di me.
Allora è chiarissimo che l'amore per me non è altro che odio.
E poichè l'odio è morte viva, anche l'amore per me è odio e morte viva dell'amore Paterno.
E questo intendiamo dire allora con l'espressione: amore di odio.
Amarmi, è odiare me e gli altri.
Tanto mi amo, altrettanto odio.
Tutti si amano, quindi tutti odiano.
Soltanto la falsità ci può far dire: io non odio nessuno.

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per info, scrivere a don Luciano
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