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Message posted on : 31/10/2010
Author : (7)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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CI PONIAMO ORA DI NUOVO CON LA NOSTRA ATTENZIONE DAVANTI A QUEL MECCANISMO INFERNALE CHE SATANA MI HA CONFEZIONATO ALLA MIA UMANA CONCEZIONE, PER COGLIERNE MEGLIO IL SUO FUNZIONAMENTO

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I tocchi esterni di cose o di persone, percorrendo canali diversi, arrivano al centro della persona: è il suo centro pneumatico; ed esso è composto dallo spirito di amore del Padre, che mi si è dato da vivere, e che Satana mi ha poi egoisticizzato e istintivizzato.
I tocchi si immergono nell'amore Paterno e se ne caricano fino al massimo della loro capacità.
Quello che ne emerge è un tocco di amore.
L'amore toccato mi dà un sentire: il mio sentire.
Se è per me, sento che mi piace; se è contro di me, sento che non mi piace, e allora tutto il suo amore gli va contro.
L'amore che va contro il tocco è odio.
L'amore per me è odio, e perciò lo chiamo anche: amore di odio.
L'odio è la morte viva dell'amore del Padre.
Questo amore di odio mi vuole grande, potente e gaudente; mai piccolo, mai impotente, mai infelice umanamente.
Così abbiamo esaurito la conoscenza del sentire: ad ogni tocco io sento dell'amore per me.
Se tutto si avesse a fermare e esaurire qui, nel sentire!
Il mio male non si aggraverebbe.
Invece, il mio sentire non è altro che la prima comparsa della mia malattia pneumatica.
Sento di amarmi, e sento di odiare.
Il mio sentire è il primo atto in cui si fa la morte dell'amore.
Dovrei intervenire prontamente, e scioglierlo completamente.
Dicendomi di no al sentire, scioglierei la morte dell'amore, e la trasformerei in vita.
Ma chi mai riesce ad essere presente al suo sentire per scioglierlo al suo primo apparire?
Chi può avere la capacità di farlo prendere e uccidere quando dal sentire io devo passare immediatamente all'agire?
Infatti, ad ogni sentire, ecco il suo agire.
Dico che devo, poichè c'è qualcuno che mi costringe a farlo.
Chi può essere mai questo qualcuno?
E io sono dunque schiavo?
Questo qualcuno deve essere colui che mi fa agire l'amore, che me lo manda in azione.
E' l'Agente dell'amore: ecco Colui che è sempre con l'amore.
E anche in Dio, l'amore ha il suo Agente.
L'amore divino infatti non può agire da se stesso, perchè esso si rende incapace anche di una pur minima azione.
Infatti, lo spirito di amore divino sia nella Trinità infinita, come in quella finita (in me), si dà da vivere cedendosi espropriata.
E l'esproprio consiste nell'assenza di ogni capacità operativa.
Quindi, per vivere o per darsi da vivere (in me) ha assolutamente bisogno di uno che lo faccia agire.
Questo Uno lo chiamiamo: l'Agente.
Ed è la terza persona divina: lo Spirito Santo.
Così e sempre stato chiamato da tutti: Spirito Santo; ma in questo nostro contesto lo chiamiamo più adeguatamente: Pneuma, o meglio ancora: Agente dell'amore.
Infatti, è sempre con l'amore Paterno: sono inseparabili nel modo più assoluto, sia nella vita dell'amore, come nella morte dell'amore.
Se il Padre, in me, è nella morte, eccolo lì, Lui, lo Pneuma, a fare da Agente della morte.
Inseparabile, sì, dal Padre; ma anche divisibile, in rapporto al Paterno, al Figliale (in Gesù), e in me.
Dal Padre è inseparabile.
In me, lo Pneuma fa agire (è l'Agente) l'amore Paterno, e fa agire pure se stesso: mi ha battezzato e mi ha cresimato.
Non c'è battesimo se non con la cresima, allora, e simultaneamente.
Inseparabili loro, dunque, e inseparabile anche la loro azione.
E ciascuno di noi è stato in questo modo battezzato e cresimato alla sua concezione; e così puà essere anche battezzato e cresimato nella sua maturità spirituale.

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per info, scrivere a don Luciano
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