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Message posted on : 01/11/2010
Author : (10)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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L'AGENTE DELLA MORTE COINVOLGE PRIMA LA MIA INTELLIGENZA CHE E' SCHIAVA QUIESCENTE.
SVEGLIATA E FATTA LAVORARE CON IL PIACERE, E CONTENTA DELLA SUA SCHIAVITU'

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Abbiamo elaborato due sintesi:
- A OGNI TOCCO, IL MIO SENTIRE
- A OGNI SENTIRE, IL MIO AGIRE

Quello che ci porterà alla terza sintesi è che tutto il mio sentire deve appunto passare all'agire.
L'Agente della morte mi costringe a prendere ciò e chi mi piace, e a scartare ciò e chi non mi piace.
E' Lui l'Agente dei piaceri della vita (amore per me) e dei piaceri della morte (odio).
Lui mi fa agire, ma insieme con me, per cui siamo coagenti: agiamo insieme.
Il primo agire impegna solamente la parte più ignobile della persona: l'istinto.
Prendo e scarto, per istinto, senza che me ne accorga.
Ma la persona non è tale per il suo istinto, anche se esso è al comando.
La persona rimane tale per il suo spirito, che opera nelle due facoltà: intelligenza e volontà.
Ma lo spirito dell'uomo è schiavo totale direttamente dell'amore Paterno e del suo Agente, e indirettamente dell'istinto.
Il mio spirito è uno schiavo quiescente: entra in azione soltanto quando viene destato.
Gli impulsi che me lo svegliano seguono questo cammino: dai tocchi, all'istinto, all'amore per me, al sentire, all'Agente; e l'Agente sveglia il mio spirito.
Non tutto insieme; ma la facoltà che precede sempre l'altra nel suo funzionamento, sveglia l'intelligenza.
E l'intelligenza è subito svegliata, ed è pronta al lavoro.
Il primo lavoro: l'attenzione.
L'occhio della mente si mette a guardare, a vedere, a oddervare.
Più volte si trova davanti al fatto compiuto: il piacevole l'ho già preso, lo spiacevole l'ho già eliminato.
Immediato è un palpito di gioia; ed essa gode del piacere della vita e del piacere della morte.
Ma non sempre l'operazione può farsi subito e solo d'istinto.
E' allora che la mia intelligenza si applica seriamente alla fatica del ragionamento.

1) Sulla cosa o persona che non si può prendere subito svolge una serie di acuti ragionamenti; esamina le possibilità; dei mezzi più adatti ed efficaci per impossessarsene.
Esamina indistintamente i mezzi buoni e quelli cattivi.
Prevede gli ostacoli che lo possono impedire.
Prepara la finzione, l'inganno, sicuramente la menzogna qualora si debba celare.
Studia il momento più sicuro e opportuno per effettuare il colpo di presa.

2) Ancor più profondo e acuto e continuato è il ragionamento che svolge quando c'è un nemico da eliminare.
Indaga sulla entità del male ricevuto; si scrutano le intenzioni del nemico; cerca di precedere i colpi successivi; studia e prepara la vendetta; procura la menzogna per celare più efficacemente; raccoglie quanti aiuti la possano coadiuvare.
Va insomma elaborando un piano ben congegnato per eliminare il nemico.

Un lavoro lungo, difficile, pieno di passione.
La mia intelligenza così si appassiona all'amore di odio.
Vi lavora sempre, prontamente, generosamente, ciecamente, senza domandarsi se la cosa sia buona o cattiva; gioiosamente, in modo instancabile, ragiona giorno e notte: nella fatica, nel riposo, e non si stanca mai.
Sulle materie di scuola è subito presa dalla noia, dalla tristezza e dalla stanchezza per l'amore di odio di tutta la sua capacità.
C'è una forza che la spinge a tanto: il piacere del prendere e dell'eliminare.
C'è un miraggio che la attira: poter aver parte alla gioia del possesso o dell'eliminazione.
Così, tutta la mia intelligenza è al servizio fedele dell'amore di odio, nello stile di uno schiavo che ama la propria schiavitù.

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per info, scrivere a don Luciano
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