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Message posted on : 01/11/2010
Author : (11)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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L'AGENTE DELLA MORTE, TRAMITE LA MIA INTELLIGENZA, COINVOLGE LA MIA VOLONTA' E LA CONVINCE

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Le sintesi già formulate sono due:
- A OGNI TOCCO, IL MIO SENTIRE
- A OGNI SENTIRE, IL MIO AGIRE

L'Agente della morte mi costringe a farlo, insieme con Lui.
Ma non solo per istinto, come avviene per la prima azione, ma anche per razionalità e volontà.
L'Agente della morte coinvolge prima la mia intelligenza; da schiavo quiescente si sveglia a ogni sentire e si avvia al suo lavoro.
Lo fa quando la cosa o la persona piacevole non è subito prendibile; lo fa quando la persona nemica non è subito eliminabile.
Il suo lavoro è eccellente, non conosce mai stanchezza; lo fa gioiosamente per il piacere che l'Agente le passa, e per la mira del godimento a presa o a eliminazione avvenute.
Uno schiavo che ama con passione il suo lavoro di schiavo.
Facile anche comprendere che l'intelligenza qui ha una sua crescita.
E il suo impiego va pure a ritmo crescente: cresce dunque la sua applicazione.
Nel bambino, il meccanismo funziona più istintivamente che razionalmente; nella persona adulta funziona più razionalmente che istintivamente.
La mia intelligenza per fare ciò che vede però ha assoluto bisogno della volontà.
Sono, queste, due facoltà una radicata nell'altra; intimamente unite, e strettamente indipendenti.
Si può volere solo quello che in prima si è conosciuto.
Pertanto, la mia intelligenza influisce direttamente sulla mia volontà.
Lo fa con la conoscenza.
Più la conoscenza è piena, è chiara, è profonda, acuta, e più influisce sulla mia volontà.
L'intelligenza influisce sulla volontà per avere consenso e concorso.
La mia intelligenza non può acconsentire nè rifiutare: questa azione spetta unicamente alla mia volontà.
Lavorano dunque una per l'altra, vicendevolmente: la prima per la seconda, e la seconda per la prima.
La volontà si sveglia al tocco della conoscenza.
Svegliandola, la chiama; chiamata, la attrae; attratta, se la unisce; unita, se la lega, e quando è brava se la lega anche indissolubilmente.
Allora diciamo che l'intelligenza ha convinto la mia volontà, e se la sposa.
Convincere vuol proprio dire: "vincio-cum": vincere con: è l'intelligenza che si lega la volontà.
Quando l'intelligenza ha convinto la volontà, ambedue così legate insieme compongono una coscienza: che è sempre una conoscenza convinta: che si è collegata, si è assicurata la volontà, il volere; e quindi l'agire.
E' l'operazione più difficile, che nel meccanismo automatico avviene sempre e stupendamente bene.
E' anche l'arte degli educatori del bene: riuscire ad attrarre la volontà della persona che vogliono educare.
Dio in questo senso è espertissimo; e più abbiamo di Dio, più siamo liberi nell'educare.
Dio, infatti, affascina facendo il piccolo; e così, un educatore affascina facendo il piccolo.
Ma, su questo punto, ci ritorneremo presto.

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