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Message posted on : 01/11/2010
Author : (12)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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LA CONOSCENZA CONVINCE LA MIA VOLONTA' CON IL PIACERE.
QUESTO, PERO', SFIANCA E SVUOTA SIA L'UNA CHE L'ALTRA.

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Teniamo sempre d'occhio le sue sintesi del funzionamento del meccanismo automatico che Satana mi ha bene impiantato:
- AD OGNI TOCCO IL MIO SENTIRE
- AD OGNI SENTIRE IL MIO AGIRE

L'Agente della morte mi costringe a prendere ciò che mi piace e eliminare chi non mi piace.
Me lo fa fare per istinto se subito è fattibile.
Ma quando si frappongono delle difficoltà, allora coinvolge la mia intelligenza; la sveglia col sentire, e la fa lavorare col piacere.
L'intelligenza esegue il lavoro da schiava perfetta.
Per fare quello che ha conosciuto essa ha però bisogno della volontà, alla quale chiede il consenso e il concorso.
Svegliatala, la chiama; la attrae; se la unisce; se la lega: la volontà è convinta, e concorrerà prontamente a realizzare il conosciuto.
Grande ammirazione dobbiamo provare di fronte alla nostra intelligenza, la quale riesce sempre a convincere la mia volontà ogni qualvolta me la chiama ad amarmi e ad odiare.
Me la fa sempre convinta.
Il segreto non dobbiamo cercarlo nelle qualità della intelligenza umana: non sono assolutamente decisive, queste.
Per sè non occorrono delle qualità pregiate; nel bambino, ad esempio, sicuramente non ci sono, eppure essa riesce sempre e comunque a fare convinta la volontà.
Sicuramente l'intelligenza deve passare alla volontà le conclusioni del suo lavoro.
Quando le comunica che la cosa è prendibile e il nemico eliminabile, la volontà si sveglia; ma quella telefonata non è ancora decisiva.
L'attrazione magica la esercita la qualità della mia conoscenza: essa è piacevolissima.
Il piacere della conoscenza viene da lontano: dal centro della persona, che si compone dell'amore Paterno e del suo Agente egoisticizzati.
Vi scoppia al sopraggiungere di ogni tocco.
Il piacere lo si sente.
L'Agente lo passa all'intelligenza per il lavoro, e questa alla volontà.
Così il piacere si espande, però non si diluisce, anzi col suo impiego va accrescendosi sempre più.
Quando giunge alla volontà, è una forza tale che la volontà viene letteralmente aspirata ed assorbita.
Il piacere dell'amarmi e dell'odiare è un vero incantesimo per la mia intelligenza e per la mia volontà.

C'è, a questo punto, da fare una riflessione di passaggio: se la piacevolezza della morte dell'amore mi possiede tutto in quel modo magico, che cosa non farà la piacevolezza della vita dell'amore che mi possederà nella patria celeste?
Il paradiso del piacere terrestre non può dunque che rimandarmi a quello celeste.
Il piacere dell'amarmi e dell'odiare ha veramente del magico, e mi rende facilissima ogni cosa: facile il pensare, facile il volere, facile il realizzare.
Sicuramente Satana ottiene tutto dalla persona, e con estrema facilità.
Sopratutto, ottiene un risultato meraviglioso.
Il piacere rende facile ogni cosa; ma l'intelligenza ne esce fuori logora e sciupata, e la volontà esausta e sfinita.
Ambedue sfinite quando poi c'è da affrontare quello che non piace.
Per il male una carica fenomenale di entusiasmo e di ardimento; per il bene una sfinitezza e una incapacità quasi totale.
Così stanno le nuove genrazioni: ardimentose nel male, ma sfinite nel bene.
Dobbiamo comprenderle, ed averne una grande pietà.
Una vita di piacere sfianca ed abbatte anche i campioni.

Da qui, ecco che ora sboccia la terza sintesi che è bene affidare alla mente:
AD OGNI AGIRE, IL MIO ACCONSENTIRE

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per info, scrivere a don Luciano
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