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Message posted on : 02/11/2010
Author : (17)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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IL PIACERE DELL'AMORE CHE TANTO BENE AVVINCE LA MIA RAZIONALITA' E' VERO O E' FALSO?
REALE O FITTIZIO?
E' UNA FINZIONE: LO SENTO, MA NON E', PERCHE' E' PIACERE DELLA MORTE.
COME FA LA MORTE A DARMI PIACERE.
NEL DROGATO C'E' IL PIACERE DELLA MORTE FISICA.

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L'atto istintivo dell'amarmi e dell'odiare mi fa in conoscenza istintiva.
La conoscenza istintiva dell'amarmi e dell'odiare mi va componendo una coscienza istintiva.
L'atto razionale dell'amarmi e dell'odiare, la conoscenza razionale, mi va componendo una coscienza razionale.
La prima scorre nella seconda.
Ci siamo attardati sulla razionalità per verificarne accuratamente la consistenza.

a) La razionalità non ha subìto alcuna offesa da Satana, anzi me l'ha favorita e me l'ha incentivata, somministrandole il piacere proprio del mio sentire, in modo da invogliarla a servire con gioia e con passione.
b) Ne abbiamo verificato anche la sua libertà.
Non gliel'ha strappata, ma strategicamente superata.
Rimane, ma fuori uso, inattiva.
Con quale mezzo?

Il piacere dell'amarmi e dell'odiare la piega dolcemente e decisamente verso quel che piace e contro chi non piace, e ne fa una schiava amante della sua servitù.
Non abbiamo ancora terminato i controlli sulla razionalità.
Infatti, quel piacere che la fa schiava innamorata ci desta qualche sospetto.
Vogliamo perciò verificare se quel piacere è vero o è falso, se è una realtà aperta o un mastodontico inganno.
Ci sono due tipi di piaceri:

.1.

L'uno è sensibile: e mi viene dalla cosa che mi piace, nell'atto della sua degustazione.
Quand'è che un ragazzino sente il piacere della gola?
Quando si va aspirando la dolce presenza del gelatone che si stringe in mano.
Così tutti i piaceri sensibili, e non ultimo il sessuale.
E' facile intuire che questi piaceri sono veri, non sono finti: quello che si sente, non è una finzione.

..2..

L'altro piacere è spirituale, ed è il piacere proprio dell'amore.
Lo spirito di amore del Padre è gioia, è piacere, è gaudio paradisiaco.
Se ne carica il mio sentire non appena il tocco delle cose e delle persone si immerge nel centro della persona: amore Paterno egoisticizzato e istintivizzato.
E' questo il piacere che l'Agente fa giungere alla mia razionalità.
E' vero o è falso?
E' una realtà o è una finzione?
E' il piacere dell'amore Paterno.
Ma è piacere di amore che vive o di amore che muore?
E' il piacere della vita o della morte?
Questo piacere l'ho dall'amarmi e quindi dall'odiare.
Odiare è fare azione di morte.
L'azione di morte la si fa con una morte viva: è la morte viva dell'amore.
E' l'amarmi e l'odiare.
E' l'amore di odio.
Il mio piacere è dunque dalla morte dell'amore, non dalla vita dell'amore.
Il mio è piacere della morte.

Come possa il piacere della morte venir fuori dalla morte dell'amore, probabile che non lo avremo mai a capire.
Onestamente, a questo punto, siamo davanti a un gigantesco mistero, che ha però un sicuro sapore.
Sa di inganno favoloso, ma non meno reale.
Il piacere dell'amore di odio è un inganno, è una falsità, è una orribile menzogna, è una infernale ipocrisia.
Gesù, parlando di Satana, lo chiama: padre della menzogna: è con essa che divenne omicida.
Il mistero, in sè buio e profondo, si va illuminando dall'esterno, con l'apporto di segni che il Padre dona a noi.
Il piacere della morte fisica, che prima non c'era, oggi lo si può riscontrare in un segno.
E' quello del drogarsi: il piacere della morte fisica.
Anche la morte dell'amore mi dà un piacere.
Ma è un inganno orribile.

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