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Message posted on : 02/11/2010
Author : (19)
Topic : PNEUMATEOLOGIA (visione riflessa)


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LA CHIAVE DEL MISTERO.
IL SENTIRE E' LA VITALITA' DELL'AMORE.
IL PIACERE E LA SUPERIORITA' DELL'AMORE.
SATANA NON CREA UN PIACERE CHE NON C'E', MA MODIFICA CIO' CHE C'E'.
COSTRINGE LA VERACITA' DEL SENTIRE A COPRIRE LA FALSITA' DEL PIACERE.

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Prosegue la riflessione sulla coscienza razionale.
Satana mi ha rispettato nella razionalità; anzi, con il piacere me l'ha favorita.
La libertà razionale me l'ha strategicamente superata, passandole una ragione così forte da mettere da parte tutte le altre: la ragione dominante è quella del piacere.
Ma che ragione è quella del piacere?
E' una ragione che ha in sè l'inganno, che trova la sua magica copertura nel piacere stesso.
Il piacere lo sento e lo gusto, anche quando non lo è più, perchè dalla morte viva dell'amore non può che venire desolazione e disperazione.
Il piacere della morte è menzogna orribile.
L'inganno mi fa essere una persona-menzogna.
Con l'inganno del piacere mi ha nascosto la realtà della morte dell'amore.
L'inganno del piacere lo ha affidato al mio sentire.
Il mio sentire è la vitalità dello spirito di amore del Padre.
E' la cosa più vera, che proviene dallo spirito più vero, la cosa più chiara, più infallibile, e la cosa più sicura alla quale ogni persona affida il proprio agire.
La persona fa quello che sente.
Alla cosa più vera: al mio sentire, Satana ha affidato la cosa più falsa: il mio piacere.
In quell'affidamento ho ricevuto la chiave del mistero, che faceva pressione nella mia mente.
Ecco l'apertura del mistero, ecco svelato il mistero.
Il sentire copre il piacere con la sua veracità.
Lo spirito di amore del Padre - come già dicemmo - è gioia, è gaudio, è piacere.
Mi si è dato da vivere in forma di concezione battesimale con una qualità che viene dalla metamorfosi Paterna: moribile: può anche morire.
Satana me lo ha bloccato al termine della discesa, proprio a quel punto in cui avrebbe dovuto iniziare la sua ascesa, con il fare della creatura che ne vive.
Pure bloccato, rimane comunque piacere.
Il sentire si carica di piacere reale: il piacere del vivere dell'amore Paterno.
Ma per istinto io vivo per me.
Quel piacere nell'atto di amarmi e di odiare dovrebbe svolgersi in amarezza e in veleno di morte, perchè l'amarmi non è un atto di vita, ma di morte: è la morte dell'amore.
Perchè il piacere rimane pure nella morte dell'amore?
Il sentire è la cosa più vera che c'è nella persona.
Satana ha potuto costringere il sentire dell'amore Paterno a passare integralmente la sua veracità al piacere.
Con questo passaggio il piacere fa sua la veracità del sentire.
Sentire e piacere vanno in simbiosi.
Verace il sentire, verace il piacere.
La cosa viene perfettamente e definitivamente fissata.
Il piacere si volge in realtà, in morte dell'amore.
Questa non la sento perchè mi rimane il piacere che si presenta verace per la veracità del sentire.
L'inganno è dato da un passaggio di veracità.
Dalla sua fissazione ambedue fanno da inganno: sento verace il piacere che non è più, perchè è passato in morte dell'amore.
L'inganno mi fa menzogna: la mia menzogna è il piacere che sento ad amarmi e ad odiare, a uccidere l'amore e a uccidermi.
Satana mi ha ucciso così, e io gradualmente mi vado suicidando con la menzogna.
La menzogna non è un bubbone che si possa strappare radicalmente o un ascesso che si possa incidere in profondità.
Rimarrò sempre persona-menzogna che nel proprio fare produrrà sempre menzogna.
Amandosi e odiandosi menzogna.
Per amarsi e per odiare faccio menzogna; la mente la pensa.
E' la cosa più presente e sempre operante.
Più una persona si ama e odia, più fa menzogna; e tutta la razionalità è al suo servizio.
A questo punto debbo dire che la persona ordinaria per istinto è tutta menzogna.

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per info, scrivere a don Luciano
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