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Message posted on : 01/10/2010
Author : don Luciano
Topic : Rispondo all'operaio...

Cosa ne penso, caro operaio?...Che siamo messi male, se anzitutto per chiedere un parere un operaio deve restare anonimo per paura di rappresaglie. Quelle stesse che nell'articolo sono descritte come atti di violenza e non più di dialogo, avvalorate da un sindacato ormai da accodare nella lista dei terroristi, visto che invece di sostenere i diritti e i doveri, fomenta la lotta armata e gli insulti di piazza, blocca le strade e con atti di forza crede di far valere la propria identità, che va in sfacelo, e cerca di far di tutto per farsi ammirare da quei pochi che si lanciano a capofitto a sua difesa, dimenticandosi di mettere in atto la forma più consona a tutti, quella dell'umanità. Un esame di coscienza, ecco che cosa penso, che ci fa concludere che l'operaio di oggi è sempre più rovinato da un sindacato che pensa sempre più e solo ai propri interessi, creando problemi che vanno a scapito di operai e industrie, aumentando così una crisi in atto, invece di essere disonibile a gestirla a un tavolo comune. Ogni forma di violenza, pare sempre più essere la forma mentis del sindacato, che vuole inculcare a qualche operaio suo messaggero, venduto al potere e alla violenza di pochi, incapaci di ragionare, solo invece di usare la forza bruta e istintiva. Ma questo atteggiamento alla lunga è solo un boomerang, caro operaio, che va a scapito dell'industria e degli operai...mentre il sindacato, calpestando sopra i diritti di entrambi si gode i frutti del suo egoismo, raccogliendo quello che gli resta da estrarre dalla crisi della propria identità: denaro. Questo, penso, caro operaio, al quale auguro di pensare con la propria testa, ricordando che le battaglie operaie sono in atto ancora oggi, in sordina, nella fatica e nel portare avanti il lavoro quotidiano, là dove la verità non può esprimersi, ma ha comunque sempre il risultato di una coscienza serena e autentica, che è la vera vittoria di ogni operaio e di ogni nostra battaglia.

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